Il Sindaco Ferrarini invia le osservazioni al piano regionale

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Comunicato stampa del 19/06/2026 - Il Comune di Albano Laziale deposita documento articolato contro l’attuale impostazione del Piano. Criticità su impatti sanitari, idrici, viabilità e costi.

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19 Giugno 2026

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Il Comune di Albano Laziale deposita documento articolato contro l’attuale impostazione del Piano. Criticità su impatti sanitari, idrici, viabilità e costi.

Il Sindaco di Albano Laziale Massimo Ferrarini, con nota prot. n. 41741 del 18/06/2026, ha formalizzato un fermo richiamo alla Regione Lazio per la tutela del territorio e della salute pubblica. Attraverso un articolato documento di osservazioni presentato nell’ambito della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), l’Amministrazione Comunale ha espresso la propria netta contrarietà all’installazione del termovalorizzatore di Roma in località Santa Palomba, denunciando come questa scelta rischi di compromettere l’equilibrio ambientale e lo sviluppo socio-economico dell’intera area dei Castelli Romani.

Al centro delle contestazioni inviate alla Regione dal Comune di Albano c’è in particolare la mancanza di analisi approfondite sugli effetti sanitari a lungo termine. L’Amministrazione sottolinea inoltre con preoccupazione la vicinanza dell’impianto a zone densamente abitate e a strutture essenziali come il Nuovo Ospedale dei Castelli, scuole e centri per anziani. Strutture che, evidenzia il Comune, “non possono essere esposte a rischi ambientali non adeguatamente valutati”.

Le osservazioni trasmesse evidenziano altresì come l’area dei Castelli Romani sia già sottoposta a una significativa pressione antropica, pertanto l’inserimento di un impianto di tale portata aggraverebbe la vulnerabilità idrica dei laghi di Albano e Nemi e minaccerebbe il patrimonio storico del territorio, anche alla luce delle recenti scoperte archeologiche nell’area di cantiere. Oltre all’impatto ambientale infine, l’Amministrazione albanense solleva il tema della viabilità e della qualità dell’aria. Il funzionamento dell’impianto comporterebbe infatti un flusso costante di mezzi pesanti sulle strade locali, con conseguente aumento di inquinamento, rumore e rischi per la sicurezza stradale. Un cambiamento che, avverte il Comune, “trasformerebbe radicalmente il volto dei centri abitati coinvolti”. Resta in conclusione l’incertezza sui costi reali dell’operazione, che rischia di tradursi in un aumento ingiustificato delle tariffe per le famiglie.

Il Comune di Albano Laziale contesta anche la fragilità di un Piano costruito su basi giuridiche incerte, dato il contenzioso ancora aperto nelle sedi giudiziarie. Proseguire senza aver prima risolto i dubbi sulla legittimità e sulla sostenibilità dell’opera, puntualizza l’Amministrazione, espone il sistema dei rifiuti laziale a rischi di instabilità e crisi future.

Un ulteriore profilo di criticità evidenziato nel documento inviato riguarda la dimensione extraterritoriale del progetto. Data la stretta vicinanza con il Vaticano, ed in particolare con il centro Laudato Si, dedicato alle produzioni agricole biologiche, l'Amministrazione di Albano ha segnalato la necessità di attivare le procedure per gli impatti transfrontalieri previste dalle convenzioni internazionali. La mancata consultazione delle autorità vaticane rappresenta, secondo il Comune, una grave lacuna procedurale che inficerebbe la completezza della valutazione ambientale regionale.

È necessaria una pianificazione sostenibile e trasparente, che non sia calata dall’alto come fatto fin ora da Roma Capitale, ma che garantisca un futuro sicuro e sereno per i Castelli Romani e per le nuove generazioni. A tal proposito auspichiamo l’apertura di un tavolo di confronto tra Regione e comuni del bacino”. Conclude il Sindaco di Albano Laziale Massimo Ferrarini.

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Ultimo aggiornamento: 19/06/2026, 13:47